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Raffaella Greco: Uno Stato incapace valuta dignità e libertà 400 euro al mese

Reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, reddito di libertà, tutte le espressioni di uno Stato incapace e derisorio.  

Personalmente mi sento indignata che con il DL 34 del 19 maggio 2020  sia stato istituito in fondo per donne vittime di violenze in particolari condizioni di povertà con la seguente motivazione “… al contenimento dei gravi effetti economici derivanti dalla pandemia… per favorire attraverso l’indipendenza economica percorso di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizioni di povertà

E la mia indignazione cresce ancora di più quando leggo che l’On. Laura Ravetto, Responsabile per le Pari Opportunità nella Lega, invita tutte le forze politiche a sottoscrivere una sua proposta di legge che propone l’istituzione di una scorta a tutte le donne che denunciano violenza, assimilando il rischio ai reati di mafia.

La mia indignazione nasce da diverse riflessioni, ed alcune sono di natura puramente amministrativa e politica.

In primis il Reddito di Libertà ha lo "scopo di contenere gli effetti giuridici della pandemia", quindi senza pandemia le donne abusate avrebbero tranquillamente potuto arrangiarsi. 

Poi, se qualcuno si è preso la briga di andare a vedere l’iter, al solito è un garbugio burocratico, dove la domanda da presentare all’Inps dev’essere correlata da una dichiarazione di stato di bisogno rilasciata dai servizi sociali e controfirmata dal legale rappresentante di un centro antiviolenza riconosciuto.

Per ultimo pare non ci sia budget.

E poi l’indignazione peggiora quando rifletto sul ruolo della Stato. A parte la bagianata di questo reddito, lo Stato dove sta? Come siamo messi nei settori della sicurezza e della difesa? Che Stato è quello che non limita l’azione del violentatore ma della vittima?

Lo Stato pensa di lavarsi la coscienza con 400 euro al mese (ribadisco causa pandemia) e limitatndo la liberà delle donne mettendo delle scorte? O paragonando la violenza di genere con le mafie? 

E non solo… quali sarebbero le donne che avrebbero diritto al reddito se eventualmente dovesse passare la proposta di legge alla scorta? Le donne che denunciano! Ma la realtà è che le donne non denunciano: solo la consapevolezza sarebbe la vera lotta alla violenza, che però non ha prezzo! 

Secondo i dati Istat la violenza di genere è un fenomeno ancora sommerso, tante infatti sono le donne che non parlano con nessuno di quello che sta accadendo : il 28,1% nel caso di violenze da partner, il 25,5% per quelle da non partner 

Di queste donne che non denunciano il 12,2%  riguardano le violenza da parte del partner e il 6% di quelle da non partner 

I dati delle donne che non cercano aiuto rivolgendosi magari a centri anti violenza sono altissimi, infatti, le donne che si rivolgono ad un centro antiviolenza o in generale un servizio specializzato sono rispettivamente il 3,7% nel caso di violenza nella coppia e l’1% per quelle al di fuori. 

Inoltre dai dati emerge che le vittime spesso non sanno dove recarsi per  cercare aiuto, basti pensare che il 12,8% di queste non sa dell’esistenza dei centri antiviolenza o dei servizi o sportelli di  dedicati

Ultimi dati riguardano la consapevolezza, infatti molte donne non considerano la violenza subita un reato, solo il 35,4% delle donne che hanno subìto violenza fisica o sessuale dal partner ritiene di essere stata vittima di un reato, il 44% sostiene che si è trattato di qualcosa di sbagliato ma non di un reato, mentre il 19,4% considera la violenza solo qualcosa che è accaduto. Similmente sono giudicate un reato il 33,3% delle violenze commesse da altri uomini, qualcosa di sbagliato il 47,9% e solo qualcosa che è accaduto il 17,3%. 

Da questi dati nasce l’esigenza di far nascere consapevolezza, di fornire informazione per tutte le donne a prescindere da reddito, di non stigmatizzarle con questo vergognoso reddito, che toglie dignità, e non toglier loro anche la libertà con la folle idea delle scorte.

 

Raffaella Greco

Coordinatrice Campus LUM SCHOOL OF MANAGEMENT Milano

 

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