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Partite IVA: Regime Forfettario vs. Regime Ordinario

Avere una Partita IVA è la soluzione per molti lavoratori in Italia che cercano di avere un po' più indipendenza nel settore lavorativo. Quali sono le differenze del regimi fiscale forfettario e del regime ordinario.

A questo si aggiunge il fatto di poter sviluppare una propria idea imprenditoriale o avere una prospettiva di profitto maggiore rispetto a quella dell’impiegato. Sicuramente sono questi alcuni dei motivi che hanno portato alla creazione di oltre 94.000 nuove partite IVA nel terzo trimestre del 2022, secondo i dati forniti dall’ Osservatorio sulle partite Iva pubblicato dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

Una delle domande più frequenti quando si fa questo passo è che cos'è il regime fiscale forfettario e come si differenzia dal regime ordinario.

Il regime forfettario

È una formula fiscale che permette di ottenere la Partita IVA, che è quella che permette di lavorare in autonomia e di emettere fatture. Avendo una serie di vantaggi, è la soluzione ideale se si vogliono fare i primi passi come libero professionista. Ovviamente è sempre consigliabile rivolgersi a un commercialista perché a seconda di chi deve aprire la partita iva questo regime può essere o meno il più conveniente, ma ci sono anche situazioni in cui una persona non può aderire al regime del forfettario.

Requisiti per accedere al regime forfettario

Questo tipo di regime è rivolto a tutte le persone fisiche il cui fatturato annuo non superi gli 85.000 euro. Naturalmente tale importo deve sempre essere inteso come quota dall'inizio dell'attività stessa. Inoltre, deve essere cittadino italiano o residente in Unione Europea, Islanda, Liechtenstein o Norvegia e produrre almeno il 75% del reddito in Italia. L'aliquota con il regime forfettario è del 15% (quando l'aliquota ordinaria dell'imposta sulle società è del 24%). Inoltre, durante i primi 5 anni dall'apertura della Partita Iva e per cercare di incentivare le persone a questo passaggio, l'aliquota è del 5 %.

Differenze tra il regime ordinario e il regime forfettario

Date le principali caratteristiche del regime forfettario, si precisa che, contrariamente al regime ordinario, chiunque può accedere, ma è responsabile dell'effettuazione della fatturazione elettronica, delle scritture contabili e delle dichiarazioni IVA. Come vantaggio interessante con il regime ordinario, spicca il fatto che possono essere addebitate tutte le spese riconosciute dalla legge per lo svolgimento dell'attività professionale. Questo punto è molto importante se, ad esempio, si pagano costi fissi come l'affitto o i macchinari ed è un chiaro esempio del perché bisogna sempre valutare personalmente quale tipo di regime può essere il più appropriato per ogni persona ed esigenza.

Il report sulle Partite IVA, al dettaglio

Sebbene è vero che nel terzo trimestre del 2022 sono state create più di 94.000 partite IVA, la realtà è che comunque dobbiamo parlare di una flessione del 12,4%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La maggior parte di queste nuove partite IVA sono state aperte da persone fisiche (nello specifico, il 69,7%) Il resto è stato distribuito tra società di capitali (21,8%) e società di persone (con il 2,8%) Riguardo alla ripartizione territoriale, è com’era successo negli altri trimestri dell'anno 2022 è il Nord e al Sud dell'Italia quelli che accumulano più numero di aperture di partite Iva. Di preciso, con un 47,7% e un 30,6%, rispettivamente. Per quanto riguarda la classificazione per settore produttivo è da segnalare che continua a essere il commercio quello che registra il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 20% del totale, seguito dalle attività professionali (17%) e dalle costruzioni (10,4%). Come dato interessante per quanto riguarda il già citato regime forfettario, nel terzo trimestre del 2022 sono 44.713 i soggetti che hanno aderito a questo tipo di regime forfetario, ovvero il 47,5% del totale delle nuove aperture è questo ci indica una flessione del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Svantaggi della Partita Iva

Finora abbiamo elencato solo i vantaggi di avere una partita Iva, come il fatto di godere di maggiore libertà, indipendenza, la facilità di poter combinare diversi aspetti della vita (la professionale e la personale), la possibilità di svolgere un’idea imprenditoriale o di poter guadagnare di più, ma come in ogni cosa c'è l'altra faccia della medaglia, quella per cui non tutti sono disposti a fare il passo.

Minori tutele

Il lavoratore autonomo non ha le stesse tutele dei lavoratori dipendenti. Ad esempio, nel caso in cui si perda il posto di lavoro, solo il secondo avrà un'indennità di disoccupazione.

Entrate non garantite

È vero che le prospettive sono che con partita iva si possa guadagnare di più, ma nessuno ce lo garantisce e così come un mese si può guadagnare tanto, un altro si può anche arrivare a zero.

Organizzazione in solitario

Sebbene possa essere un vantaggio perché ognuno si organizza come vuole, può anche essere inteso come un'arma a doppio taglio per coloro che non sono in grado di gestire così tanta indipendenza.

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