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Congedo di paternità in Italia: stabile al 64%, ma forti divari tra Nord e Sud secondo INPS e Save the Children

Nel 2024 oltre 181 mila padri hanno usufruito del congedo alla nascita, ma solo una minoranza lo utilizza completamente. Persistono differenze territoriali, contrattuali ed economiche

In Italia il congedo di paternità alla nascita si conferma una misura sempre più diffusa, ma con una crescita che sembra aver rallentato. Secondo i dati diffusi da INPS e Save the Children, nel 2024 oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti ha usufruito del congedo.

Un dato significativo che testimonia un cambiamento culturale in atto, ma che evidenzia anche come la piena condivisione delle responsabilità familiari sia ancora lontana.

Oltre 181 mila padri coinvolti, ma pochi usano tutto il congedo

Nel complesso, sono stati 181.777 i padri che nel 2024 hanno utilizzato il congedo di paternità.

Tuttavia emerge un elemento critico:

  • solo circa un quarto dei padri utilizza interamente i giorni disponibili

Questo dato segnala che, nonostante la diffusione della misura, permangono ostacoli culturali, organizzativi e lavorativi che limitano il pieno utilizzo del congedo.

Il divario territoriale: il Nord guida, il Sud resta indietro

Uno degli aspetti più evidenti riguarda la distribuzione geografica.

  • 59% dei padri utilizzatori vive nel Nord

  • 19% al Centro

  • 22% tra Sud e Isole

Le regioni più virtuose sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, mentre nel Mezzogiorno l’accesso risulta più limitato e meno uniforme. 

Anche la durata del congedo varia:

  • più giorni utilizzati nel Nord-Est e Nord-Ovest

  • meno giorni nel Sud e nelle Isole

Un segnale chiaro di disuguaglianze strutturali ancora radicate.

Lavoro e contratto influenzano l’accesso al congedo

Non è solo la geografia a incidere. Anche il tipo di contratto e la posizione lavorativa fanno la differenza.

I dati evidenziano che:

  • i lavoratori full time usufruiscono mediamente di più giorni rispetto ai part time

  • i dipendenti a tempo indeterminato utilizzano il congedo più a lungo rispetto ai precari

  • impiegati e dirigenti ricorrono al congedo più dei lavoratori manuali

Un quadro che riflette le disuguaglianze del mercato del lavoro italiano.

Identikit dei padri che utilizzano il congedo

Il profilo prevalente dei padri che usufruiscono del congedo è piuttosto definito:

  • età compresa tra i 35 e i 44 anni (oltre il 50%)

  • lavoro stabile

  • residenza nelle regioni del Nord

Al contrario, i padri più giovani, con contratti precari o residenti al Sud risultano meno rappresentati.

Un passo avanti, ma non ancora sufficiente

Il dato del 64% rappresenta un progresso importante rispetto al passato, ma non è ancora sufficiente per parlare di piena equità.

Persistono infatti:

  • barriere culturali

  • vincoli organizzativi nelle aziende

  • differenze economiche e territoriali

Elementi che limitano una reale condivisione del lavoro di cura.

Famiglia e lavoro: la sfida per il futuro

Il messaggio che emerge dai dati INPS e Save the Children è chiaro: serve rafforzare le politiche di sostegno alla genitorialità.

Investire su congedi più accessibili ed equi significa:

  • migliorare il benessere dei bambini

  • favorire la parità di genere

  • rendere il sistema più inclusivo

Perché il tempo dedicato ai figli nei primi giorni di vita non è solo una scelta individuale, ma una leva strategica per il futuro del Paese.

 

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