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Napoli e il cambiamento

Siamo nella fase cruciale che delineerà le sorti di Napoli a pochi mesi delle elezioni comunali, si profilano con sempre maggiore chiarezza: posizionamenti, strategie e tattiche, contestualmente tutte tese a garantire un posto al tavolo delle trattative.

Secondo il Presidente della Regione Campania la scelta del Sindaco di Napoli non può prescindere dal suo ruolo, e non in quanto esponente di primo piano del Partito Democratico ma nella qualità di Presidente della Regione e quindi in virtù di rapporti istituzionali più prossimi al governo, sarebbe l’unica istituzione, sembra sostenere, in grado di favorire provvedimenti a sostegno dell’area metropolitana di Napoli.

Si riferisce agli interventi del parlamento nazionale, da più parti evocati, indispensabili per riportare alla normalità la gestione finanziaria ed economica della città, sulla quale grava un debito fuori controllo. Coerente al proprio disegno e contaminato dalla frenesia attuale, il Presidente lancia due nomi, il suo candidato per il posto al tavolo e l’eventuale candidato di coalizione a patto che la stessa venga decisa da lui, si noti bene non dalla forza politica alla quale appartiene, non attraverso un confronto democratico dentro la sua forza politica nell’intento di mettere a disposizione di una coalizione ampia idee e processi per un progetto per la città.

Qui si apre una seria riflessione sul ruolo del Partito Democratico indirizzato sempre più verso un contenitore di spinte autocratiche che ne hanno minato le fondamenta costitutive. Il tentativo del PD metropolitano e delle forze che compongono il governo nazionale, pur apprezzabile, di stimolare una più ampia riflessione in città, appare sempre più in affanno, e continuamente minato da attacchi interni che ne demoliscono la credibilità. Un tentativo troppo concentrato però, alla ricerca disperata di un magnete che possa magicamente attirare consensi, saldare coalizioni, indipendentemente dai contenuti ed incapace di disegnare un progetto che porti la città fuori dalla drammatica situazione nella quale si trova.

Se la  posizione del Presidente intende apportare un contributo nel PD è certamente una posizione politica legittima e lodevole, quello che preoccupa è la modalità con la quale si inserisce nel dibattito, spostandolo tutto all’esterno del proprio partito, disconoscendone ruoli e funzioni, rischiando così di trasformare una legittima proposta in una minaccia. Ancora più preoccupante appare l’idea secondo la quale Napoli si salva perché solo la Regione può intervenire sul Governo, come quasi ad affermare che se non c’è condivisione sull’eventuale candidato la Regione abiura al proprio ruolo costituzionale. Peggio è ridurre la questione napoletana ad un tema a carattere Regionale. Secondo il Presidente, la Napoli di domani deve aspirare al ruolo di provincia anonima sotto l’egida Regionale? Non in grado di competere con le capitali Europee?

La scelta del sindaco di Napoli, ed io aggiungo della squadra che lo affiancherà non può prescindere dal ruolo che dovrà assumere la città nel contesto Nazionale ed Europeo, il sindaco di Napoli alla pari dei sindaci delle grandi aree metropolitane, a partire da Milano per fare un esempio nazionale, non può certo affidarsi a rapporti mediati per interloquire con le tutte le istituzioni a qualsiasi livello.

La nostra città non può che ambire ad essere la lepre del Mezzogiorno, per storia, cultura, dinamicità, non può che assumere il ruolo di guida di un processo di rinnovamento sociale e culturale capace di farsi carico delle esigenze dell’intero Sud e ricreare una condivisione del paese sulle tematiche da affrontare per diminuire il più possibile un peso che frena l’Italia tutta (la questione meridionale). Se azzoppiamo la lepre rischiamo di rallentare ulteriormente un processo ormai inevitabile: affrontare come sistema paese la questione SUD!  In quest’ottica mi chiedo se è sufficiente ragionare solo sulla figura del Sindaco o forse sarebbe opportuno, finalmente, ragionare su una squadra di governo che individui le migliori figure per realizzare un progetto tanto ambizioso quanto complesso. E’ il sottile confine del cambio di paradigmi che costruisce il campo della sfida, nel quale si gioca il ruolo delle forze sociali e politiche della città, non c’è errore più grave nell’affrontare nuove sfide con vecchie soluzioni.

Allora una squadra di governo rappresentata da un Sindaco riconosciuto ed autorevole che sulle questioni primarie esprima proposte e costruisca processi per attuarle: economia e sviluppo, nuovo modello dell’apparato amministrativo; urbanistica: smart city, rigenerazione e recupero urbano in ottica metropolitana; lavoro ed imprese: riconversione ecologica, valorizzazione delle produzioni di qualità, artigianato come tratto identitario della cultura partenopea; Cultura: patrimonio da valorizzare, turismo formazione ed innovazione; ricostruzione del tessuto sociale, le nuove frontiere dei servizi alla comunità.

Sono certo come tanti altri che la nostra città dispone di figure di primo livello, anche se non ci sarebbe nulla di male se non fossero napoletane, risorse che se coinvolte sui contenuti potrebbero arricchire il dibattito politico, favorire il processo delle scelte, rappresentare una visione; alla politica spetta il compito di osare, avere il coraggio di rimettere al centro competenze ed energie per definire le sorti di Napoli disegnarne un progetto condiviso superando finalmente la mera logica di posizionamenti, che come testimoniato dal  recente passato  hanno portato la nostra città agli ultimi posti nelle classifiche mondiali per la scarsa qualità della vita, dei servizi, nel totale abbandono delle aree periferiche sempre più ai margini del ecosistema sociale.

La sinistra e le forze progressiste hanno il compito di definire i confini di parte, testimoniare ragioni ed ideali, recuperando dalla propria storia motivazioni e contenuti reinterpretati si, con i codici del cambiamento ma ancorati ai principi universali che hanno fatto la storia della Napoli, ribelle, sociale e progressista.

 

Giuseppe Oliviero

Vice Presidente con Delega alle Politiche Europee CNA

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