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Arenamento della Ievoleco Quarto: nessun impatto ambientale

La serata del 18 febbraio ha messo alla prova la Ievoleco Quarto, unità antinquinamento impiegata nel servizio nazionale di prevenzione e risposta agli inquinamenti marini.

Salpata da Castellammare di Stabia e in trasferimento a Vibo Valentia, suo porto di dislocazione, la nave ha registrato intorno alle 17.00 un improvviso blocco del motore di dritta. Il comandante ha tentato più volte il riavvio, senza successo, e ha quindi deciso di invertire la rotta per tornare in porto con il solo motore di sinistra, consapevole che le condizioni meteomarine avrebbero potuto peggiorare.

A complicare ulteriormente la situazione, alle 17.44 si è verificato un secondo guasto, questa volta al sistema idraulico della timoneria. L’unità ha improvvisamente perso la capacità di governare la rotta e, pur dando fondo all’ancora, la rottura del cavo d’acciaio e la forte risacca l’hanno lentamente spinta verso la costa, fino allo spiaggiamento avvenuto intorno alle 20.15. L’equipaggio è rimasto illeso e le prime verifiche hanno escluso vie d’acqua o rischi immediati per la stabilità della nave.

Sin dai primi istanti l’episodio è stato seguito dalla Guardia Costiera, che ha confermato l’assenza di qualsiasi sversamento di idrocarburi. Il mare è rimasto integro e le procedure ambientali sono state applicate con la massima tempestività.

La macchina Castalia si attiva subito: competenza, sicurezza e rapidità

Mentre tecnici e autorità monitoravano la situazione, Castalia ha immediatamente attivato il proprio sistema operativo nazionale. Durante la notte, su iniziativa del Consorzio, il mezzo disinquinante Città di Ravenna ha lasciato il porto di Salerno per raggiungere Castellammare, assicurando un presidio rafforzato dell’area sin dalle prime ore del mattino.

Alle 06.45 sono iniziate le operazioni di presa del cavo di rimorchio tra il rimorchiatore Tarentum e la Ievoleco Quarto, in un contesto operativo reso delicato dalla presenza di fondali rocciosi. Poco dopo, alle 07.10, la nave è tornata in galleggiamento e ha potuto essere rimorchiata in porto in totale sicurezza. Una volta ormeggiata, l’unità è stata interamente circondata da una barriera antipolluzione lunga ottanta metri, installata per prevenire qualunque rischio. L’intervento dei Vigili del Fuoco e la costante presenza della Guardia Costiera hanno contribuito a mantenere l’operazione sotto pieno controllo.

Sin dalla mattina del 19 febbraio, Castalia ha avviato la sostituzione della Ievoleco Quarto con un’altra unità destinata alla base operativa di Vibo Valentia Marina, assicurando così la continuità del servizio pubblico senza alcuna interruzione.

Il valore di Marnavi: una storia lunga più di un secolo

La Ievoleco Quarto è parte della flotta della Marnavi S.p.A., una delle realtà storiche della navigazione italiana. Fondata nel 1910 da Domenico Ievoli, nonno dell’attuale presidente, l’azienda è cresciuta fino a diventare un riferimento internazionale nel trasporto marittimo di prodotti chimici e alimentari. La sua storia è segnata da un approccio rigoroso alla sicurezza, da investimenti costanti nella qualità della flotta e da una cultura d’impresa sempre attenta alla sostenibilità.

Marnavi è considerata una compagnia più che affidabile nei mercati globali, capace di affrontare qualunque tipologia di carico con standard tecnici elevati e nel pieno rispetto delle normative ambientali internazionali. La gestione dell’incidente della Ievoleco Quarto ha confermato ancora una volta la solidità dell’armatore e la sua capacità di collaborare in modo efficace con Castalia per una risposta immediata e coordinata.

Una gestione modello per l’intero settore marittimo

L’arenamento della Ievoleco Quarto, pur rappresentando un evento complesso dal punto di vista tecnico, è stato affrontato con tempestività e competenza, senza alcun impatto sull’ambiente marino. La sinergia tra Castalia, Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Marnavi ha trasformato una situazione di emergenza in un esempio di efficacia operativa e di collaborazione istituzionale.

L’episodio conferma quanto il sistema nazionale di protezione del mare si fondi oggi su professionalità solide, prontezza d’intervento e una cultura della sicurezza che accomuna i principali attori marittimi del Paese.

Per il mondo economico, è anche il segnale che le filiere strategiche – dalla logistica alla cantieristica, fino ai servizi ambientali – possono contare su operatori capaci di garantire continuità, affidabilità e tutela del territorio anche nelle situazioni più complesse.

 

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