Amianto, sentenza storica a Napoli: aumenta la pensione per un ex operaio Gecom di Pozzuoli
Riconosciuti i benefici contributivi per esposizione all’amianto: l’INPS dovrà ricalcolare la pensione e pagare gli arretrati
Una sentenza destinata a fare giurisprudenza sul fronte dei diritti previdenziali dei lavoratori esposti all’amianto arriva dal Tribunale di Napoli. Il giudice ha infatti condannato l’INPS a ricalcolare la pensione di un ex operaio dello stabilimento Gecom di Pozzuoli, riconoscendo la rivalutazione dei contributi previdenziali e il pagamento degli arretrati maturati negli anni.
Il protagonista della vicenda è Claudio Lo Moriello, che ha lavorato per circa vent’anni in un ambiente contaminato dalla presenza di fibre e polveri di amianto. Il tribunale ha stabilito che l’istituto previdenziale dovrà ricostituire la sua posizione contributiva e adeguare l’importo della pensione.
La decisione rappresenta un nuovo importante riconoscimento dei diritti dei lavoratori esposti alla cosiddetta “fibra killer”, rafforzando il principio secondo cui l’esposizione all’amianto dà diritto ai benefici contributivi e previdenziali anche dopo il pensionamento.
Le patologie legate all’amianto e il riconoscimento della malattia professionale
L’amianto è all’origine di numerose patologie professionali, molte delle quali riconosciute dall’INAIL nelle diverse liste di malattie correlate all’esposizione all’asbesto. Tra le più note vi sono il mesotelioma, il tumore del polmone, il tumore della laringe e delle ovaie, oltre all’asbestosi e agli ispessimenti pleurici.
Nel caso di Lo Moriello, il riconoscimento della malattia professionale è arrivato nel 2022, quando l’INAIL ha certificato la presenza di ispessimenti pleurici riconducibili all’esposizione all’amianto.
L’anno successivo l’ex operaio ha quindi presentato all’INPS la richiesta di ricostituzione della propria posizione previdenziale e di adeguamento della pensione. L’istituto ha però respinto la domanda, costringendolo a intraprendere una nuova azione giudiziaria.
Il Tribunale di Napoli ha infine accolto il ricorso, stabilendo il ricalcolo della pensione e il pagamento delle differenze maturate dal 2018, oltre agli interessi.
Il principio affermato dal tribunale: i diritti restano anche dopo la pensione
Uno dei passaggi più rilevanti della sentenza riguarda la natura dei benefici contributivi per esposizione all’amianto.
“Il Giudice ha sottolineato che il riconoscimento della rivalutazione contributiva è un diritto autonomo del lavoratore. Quindi, anche dopo il pensionamento questi diritti possono essere fatti valere, e questo è molto importante. Riteniamo fondamentale diffondere questa informazione”, ha dichiarato Francesca Piredda del coordinamento ONA per la tutela legale dei lavoratori esposti ad amianto.
Il pronunciamento rafforza dunque la possibilità per i lavoratori già in pensione di far valere i propri diritti previdenziali anche a distanza di anni dal pensionamento.
Una lunga battaglia giudiziaria
La vicenda giudiziaria è stata complessa e caratterizzata da numerosi passaggi.
In una prima fase, alcuni operai avevano ottenuto in tribunale il riconoscimento dei benefici previdenziali legati all’esposizione all’amianto. Successivamente, però, la decisione era stata ribaltata in appello con la revoca dei benefici già concessi.
Agli operai erano persino arrivate richieste di restituzione delle somme già percepite, creando una situazione paradossale e particolarmente pesante per i lavoratori coinvolti.
La tutela legale dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), con il supporto del team composto dagli avvocati Veronica Scigliano, Lidiana Belfiore e Giorgia Cicconi, ha permesso di riaprire la vicenda e portare nuovi elementi davanti ai giudici.
Il ruolo delle nuove prove e il ribaltamento della decisione
Nel frattempo, alcuni lavoratori dello stabilimento Gecom, tra cui lo stesso Lo Moriello, hanno sviluppato patologie asbesto correlate. Il riconoscimento della malattia professionale da parte dell’INAIL ha rappresentato un elemento decisivo per avviare nuovi ricorsi e ottenere un esito favorevole.
La strategia legale coordinata dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha portato alla sentenza positiva del Tribunale di Napoli.
Bonanni: “Evitare alle vittime dell’amianto una via crucis legale”
Per l’Osservatorio Nazionale Amianto il caso Lo Moriello rappresenta un esempio emblematico delle difficoltà che molti lavoratori esposti all’amianto sono costretti ad affrontare per vedere riconosciuti i propri diritti.
“Questa sentenza arriva al termine di una vicenda giudiziaria lunga e molto dolorosa – dichiara Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale del lavoratore.
“Parliamo di operai che hanno lavorato per anni in ambienti contaminati dalla fibra killer. Prima il riconoscimento, poi la revoca e perfino le richieste di restituzione delle somme. Una situazione estremamente pesante”.
“Ci auguriamo che questa decisione possa rappresentare un segnale importante anche per gli altri operai dello stabilimento Gecom e per tutti i lavoratori esposti all’amianto” – sottolinea – “chi ha subito un danno alla salute ha diritto non solo al riconoscimento della malattia, ma anche alla piena tutela previdenziale”.
Assistenza e tutela per i lavoratori esposti all’amianto
L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire assistenza medica e legale ai lavoratori esposti all’asbesto e alle loro famiglie, con servizi di consulenza per il riconoscimento dei benefici previdenziali e del prepensionamento amianto.
Per accedere al servizio gratuito è possibile richiedere una consulenza via email all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com, attraverso il sito dell’ONA oppure telefonando al numero verde 800 034 294.
Fonte: Osservatorio Nazionale Amianto