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Prima sentenza di riconoscimento degli orfani non a carico. Applicati i principi delle Sezioni Unite

Riconosciuti i diritti di Fabio Barone, orfano di vittima del dovere non a carico fiscale. A stabilirlo è la sentenza n. 118/2026, pronunciata il 22 gennaio 2026, dalla Sezione Lavoro della Corte di Appello di Palermo. Accolte le tesi dell’ONA – Osservatorio Vittime Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Dovere e dell’Avv. Ezio Bonanni che presiede entrambe le Associazioni.

 

Il Ministero della Difesa si opponeva in quanto sostiene che per gli orfani non a carico dovrebbero essere negati tutti i diritti mentre invece l’Avv. Ezio Bonanni ha evidenziato che, rispetto all’evento di morte di uno stretto congiunto, vittima del dovere, la non sussistenza nel carico fiscale al momento della morte non può essere un discrimine.

La questione non è di poco conto perché riguarda migliaia di orfani. Per anni, purtroppo, ha prevalso una interpretazione restrittiva che finalmente vacilla. Sono attese a breve le pronunce delle altre Corti di Appello, tra cui anche la Corte di Appello di Roma, e della stessa Corte di Cassazione. 

Infatti, le Sezioni Unite del 30.12.2025 si sono limitate ad una affermazione di principio che dovrà trovare attuazione nei Giudici di merito ed essere eventualmente di nuovo posta all’attenzione della Suprema Corte.

Cosa ha stabilito la Corte d’Appello di Palermo 

La Corte ha riformato la sentenza di primo grado del Tribunale di Trapani, affermando che la condizione del carico fiscale non può essere utilizzata per negare i diritti che la legge riconosce agli orfani delle vittime del dovere in quanto tali. In particolare, i giudici hanno condannato il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Interno al riconoscimento delle provvidenze economiche spettanti, ponendo fine a una prassi amministrativa discriminatoria.

Nel dispositivo è stato riconosciuto il diritto di Fabio Barone all’assegno vitalizio mensile di 500 euro, con decorrenza dal novembre 2019, oltre agli ulteriori benefici economici e previdenziali previsti dalla normativa di settore. È stato inoltre disposto l’obbligo per il Ministero dell’Interno di aggiornare la graduatoria unica nazionale, con l’inserimento del nominativo dell’avente diritto.

Il caso in breve                

Fabio Barone, trentaquattrenne di Trapani, rimasto orfano all’età di 27 anni, per malattia asbesto correlata che aveva determinato la morte del padre Barone Biagio (cancro dei reni ed altre infermità riconosciute per esposizione ad amianto) aveva presentato domanda per il riconoscimento dei benefici previsti per i familiari dei servitori dello Stato deceduti in servizio. L’istanza era stata inizialmente respinta sul presupposto che non fosse fiscalmente a carico del padre al momento del decesso. La Corte d’Appello ha chiarito che tale requisito non è previsto dalla legge come condizione per il riconoscimento dei diritti degli orfani, ribadendo la necessità di un’interpretazione conforme ai principi di uguaglianza e tutela sostanziale.

Il richiamo alla Cassazione: fine delle discriminazioni

La decisione si inserisce nel solco tracciato dalla recentissima pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 34713/2025, che ha risolto un contrasto giurisprudenziale durato anni. Con tale sentenza, la Suprema Corte ha stabilito che gli orfani delle vittime del dovere hanno diritto all’assegno vitalizio anche se economicamente autonomi e non fiscalmente a carico, con decorrenza dal 1° gennaio 2008, ponendo fine a una disparità di trattamento ingiustificata.

Le dichiarazioni dell’Avv. Bonanni

«Questa sentenza rappresenta una vittoria di giustizia e di civiltà – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, legale di Fabio Barone e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Vittime del Dovere –. Per anni i Ministeri hanno opposto un muro contro gli orfani non fiscalmente a carico, negando diritti riconosciuti dalla legge. Oggi, grazie all’intervento delle Sezioni Unite e alla decisione della Corte d’Appello di Palermo, questa discriminazione viene finalmente superata. Confidiamo che il Ministro Crosetto voglia dare seguito alla decisione della Magistratura, superando definitivamente una lettura discriminatoria che ha penalizzato gli orfani di vittime del dovere e restituendo dignità alla memoria dei servitori dello Stato».

La pronuncia apre ora la strada al riconoscimento dei benefici per tutti gli orfani delle vittime del dovere, indipendentemente dalla loro condizione economica al momento della morte del genitore.

L’impegno dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere         

L'Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS, e lo stesso Osservatorio Vittime del Dovere, proseguono il loro impegno per la tutela delle vittime del dovere e degli equiparati a vittime del dovere.

Tra questi ultimi, in particolare le vittime amianto. Infatti, questo killer i cui minerali sono definiti anche asbesto, ha provocato e continua a provocare migliaia di morti. Sussiste il diritto all’equiparazione a vittima del dovere. Questo è un riconoscimento molto importante che si somma al diritto al risarcimento danni. In ogni caso l’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni prosegue sia nella difesa che nella prevenzione.

Proprio per realizzare le finalità di prevenzione primaria, l'associazione ha a suo tempo costituito lo sportello ONA. Per la tutela dei cittadini e lavoratori è sufficiente contattare telefonicamente il numero verde ONA gratuito 800 034 294, oppure scrivere direttamente attraverso il sito ONA.

 

Fonte: Osservatorio Nazionale Amianto

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