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GhostNets, Chioggia protagonista della tutela del mare: presentato il progetto nazionale per il recupero delle reti fantasma

Anche Chioggia entra tra i territori strategici italiani coinvolti nel progetto GhostNets, una delle più importanti iniziative a livello nazionale ed europeo per il recupero delle reti da pesca abbandonate e la tutela degli ecosistemi marini.

Il progetto, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito del PNRR – Marine Ecosystem Restoration (MER), è stato presentato questa mattina nella Sala dei Lampadari del Palazzo Municipale, alla presenza di istituzioni, esperti e operatori del settore.

A moderare l’incontro è stato Massimo Maria Amorosini, responsabile relazioni istituzionali e comunicazione di Castalia, che ha guidato il confronto evidenziando il valore di un approccio integrato tra istituzioni, ricerca scientifica e capacità operativa.

Tutti i protagonisti della conferenza

All’evento hanno partecipato:
Mauro Armelao, Sindaco del Comune di Chioggia;
Serena De Perini, Vicesindaco e Assessore all’Ambiente del Comune di Chioggia;
Elisa Venturini, Assessore all’Ambiente della Regione del Veneto;
Andrea Palma, Comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia;
Cecilia Silvestri, RUP ISPRA per l’intervento GhostNets (in collegamento video);
Stefano Chianese, Project Manager RTI GhostNets;
Massimo Marchiori, Delegato Marevivo Veneto;
Massimo Ponti, Università di Bologna – CoNISMa.

Chioggia tra i 20 siti strategici italiani

Il progetto GhostNets prevede interventi in 20 aree marine italiane caratterizzate dalla presenza di attrezzi da pesca abbandonati o dispersi, le cosiddette reti fantasma, che continuano a intrappolare organismi e a danneggiare gli habitat bentonici.

Chioggia è stata individuata come uno dei siti chiave, con un focus sulle Tegnùe, ecosistema unico dell’Adriatico settentrionale e hotspot di biodiversità.

La fase operativa è già iniziata: la mappatura dei fondali, effettuata tra il 3 e il 5 marzo nell’area antistante Isola Verde, ha consentito di individuare le zone di intervento.
Tra il 7 e l’8 aprile partiranno le operazioni di recupero, che dureranno circa una settimana, salvo condizioni meteo avverse. 

Le dichiarazioni delle istituzioni

“Le nostre Tegnùe rappresentano un tesoro naturale da preservare – ha dichiarato il sindaco Mauro Armelao – non solo per i residenti ma per tutta la collettività. A Chioggia sappiamo quanto l’habitat marino sia fondamentale, sia dal punto di vista economico che ambientale”.

Per la vicesindaco e assessore all’ambiente Serena De Perini, “l’estensione delle attività a Chioggia rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dell’Adriatico settentrionale. Il territorio clodiense offre un contesto ideale per sviluppare un modello integrato che coinvolga istituzioni, comunità della pesca e cittadini”.

L’assessore regionale Elisa Venturini ha sottolineato il valore delle Tegnùe come “patrimonio naturalistico straordinario”, evidenziando come “intervenire per rimuovere le reti fantasma significhi proteggere gli habitat e salvaguardare la biodiversità”.

Il ruolo della Guardia Costiera

Fondamentale il contributo della Guardia Costiera, rappresentata dal comandante Andrea Palma, che ha ribadito come la tutela del mare sia al centro della mission del Corpo.

Palma ha inoltre evidenziato il valore delle attività di sensibilizzazione e il dato positivo della diminuzione dei verbali di accertamento, segno di una crescente attenzione verso il rispetto dell’ambiente marino.

Il contributo scientifico e operativo

Dal punto di vista scientifico, Cecilia Silvestri (ISPRA) ha evidenziato come le reti fantasma rappresentino “una minaccia persistente e spesso invisibile”, sottolineando il valore del progetto GhostNets nel coniugare ricerca, tutela e azione concreta.

Massimo Ponti (CoNISMa) ha spiegato che le Tegnùe sono “fragili biocostruzioni marine ricche di specie rare e protette”, ma spesso interessate dalla presenza di reti e attrezzi abbandonati, la cui rimozione richiede grande attenzione per non danneggiare ulteriormente gli habitat.

Castalia in prima linea nelle operazioni

Elemento centrale del progetto è il ruolo operativo di Castalia, insieme a Marevivo e CoNISMa, su incarico di ISPRA.

“Castalia è in prima linea nelle operazioni di recupero delle ghost nets – ha dichiarato Stefano Chianese – mettendo in campo competenze altamente specialistiche, capacità operative e una solida infrastruttura logistica”.

Un lavoro complesso che richiede precisione e coordinamento, come ha evidenziato anche Massimo Marchiori (Marevivo Veneto), sottolineando come il progetto consenta di migliorare concretamente lo stato ecologico delle Tegnùe.

Una minaccia globale, una risposta concreta

Il fenomeno delle reti fantasma si inserisce in un contesto più ampio di inquinamento marino: ogni anno milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani e oltre l’86% dei rifiuti è legato alle attività di pesca.

Questi attrezzi continuano a esercitare la cosiddetta ghost fishing, intrappolando fauna marina e compromettendo ecosistemi delicati.

I risultati del progetto GhostNets

Nei primi due anni di attività, il progetto ha già raggiunto risultati significativi:

  • 157 ettari di fondale mappati
  • 25 ettari ripristinati
  • oltre 400 attrezzi da pesca recuperati
  • circa 11 tonnellate di materiali rimossi

Interventi che hanno consentito di liberare habitat popolati da coralli, gorgonie, crostacei e numerose specie protette.

Un modello per il futuro del mare

GhostNets rappresenta un modello avanzato di collaborazione tra istituzioni, ricerca e operatori, con l’obiettivo non solo di rimuovere un problema, ma di costruire una strategia strutturata di tutela del mare.

Il coinvolgimento di Chioggia conferma il ruolo centrale dei territori in questa sfida e segna un passo concreto verso la protezione degli ecosistemi marini.

 

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