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Missioni militari e uranio impoverito: neoplasie tra i militari, l’ONA chiede verità e giustizia

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce la necessità di accertamenti scientifici completi, tutela medico-legale delle famiglie e pieno riconoscimento dei diritti dei militari esposti.

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA APS) prosegue e rafforza il proprio impegno a tutela dei militari italiani impiegati nelle missioni nei Balcani, e nelle altre missioni, e dei loro familiari. Ciò si è reso necessario alla luce delle gravi criticità emerse nello studio tecnico-scientifico sulle neoplasie metallo-correlate e sulla mancata esecuzione sistematica di accertamenti autoptici nei casi di decesso per patologie oncologiche insorte dopo l’esposizione a uranio impoverito e residui bellici ad elevata persistenza ambientale. Ciò è stato confermato anche dal dato epidemiologico. Il Protocollo e l’esperienza maturata nell’assistenza dei nostri militari impegnati nei Balcani si è rivelata ora importante anche per il rischio ambientale dovuto al SIN di Crotone e cioè dei cittadini di Crotone e paesi limitrofi.

Le criticità scientifiche e istituzionali. Importanza della prevenzione primaria

Dalle valutazioni medico-legali emerge che, nonostante l’istituzione di più Commissioni parlamentari d’inchiesta sull’uranio impoverito, non sia mai stata prevista in modo sistematico l’esecuzione di autopsie e analisi tessutali sui militari deceduti per neoplasie dopo le missioni operative. Una omissione che ha determinato la perdita irreversibile di prove biologiche fondamentali per l’accertamento del nesso causale, comprimendo il diritto alla prova delle famiglie e limitando le possibilità di prevenzione sanitaria per il personale militare.

Il documento tecnico-scientifico, elaborato dal Dottor Pasquale Montilla, oncologo esperto in oncologia ambientale e occupazionale e consulente scientifico ONA, evidenzia innanzitutto la necessità in chiave preventiva, con detossicazione nei casi di riscontrata contaminazione di metalli pesanti e radioattivi. Proprio Montilla ha elaborato per conto di ONA e di Osservatorio Vittime del Dovere uno specifico protocollo (detto protocollo Montilla) che delinea gli strumenti tecnico-terapeutici fondamentali per permettere il silenziamento e/o la detossicazione dalle particelle anche quelle radioattive. Inoltre, anche la stessa autopsia rappresenta uno strumento essenziale per fornire prova biologica diretta, attraverso analisi tossicologiche e valutazioni di bioaccumulo, non surrogabile da sole analisi epidemiologiche.

Il ruolo e le attività dell’ONA 

L’ONA, sotto la guida del presidente nazionale Avvocato Ezio Bonanni, dalla sua costituzione (2008) svolge un’attività sistematica di assistenza legale, medico-legale e scientifica in favore dei militari esposti a sostanze nocive nei teatri operativi.

L’ONA ha poi collaborato con l’Osservatorio Vittime del Dovere per promuovere le azioni giudiziarie, istanze amministrative e iniziative istituzionali per il riconoscimento delle responsabilità e dei diritti negati. Le due associazioni operano inoltre sul piano della prevenzione, della sorveglianza sanitaria e della divulgazione scientifica, affinché simili omissioni non si ripetano e venga garantita una tutela effettiva dei lavoratori in divisa.

Il riconoscimento delle vittime del dovere

Un obiettivo centrale dell’azione dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere è intanto quello della prevenzione primaria, e poi della prevenzione secondaria. Quest’ultima si manifesta anche nella esecuzione di esami diagnostici tra i quali quelli previsti nel Protocollo Montilla.

Come emerso in sede giudiziaria, laddove, come in molti casi, sia stata dimostrata la contaminazione dei tessuti da nanoparticelle di metalli pesanti e radioattivi, in sede giudiziale sono stati riconosciuti i diritti. Sulla base della più recente giurisprudenza, dimostrando l’esposizione vi è la  presunzione di causa di servizio. 

Questo è molto importante perché per alcune patologie tumorali come quelle legate all’uranio impoverito non si è ancora consolidata una letteratura scientifica. Questo perché si tratta di eventi relativamente recenti, a differenza dell’amiantoper cui fin dall’inizio del ‘900 erano noti gli effetti lesivi delle fibre di asbesto.

Quindi è fondamentale rendere la prova dell’esposizione a nanoparticelle di metalli pesanti e radioattivi, e degli altri agenti chimici. Così con queste prove rese anche su base biologica, è possibile non solo la diagnosi precoce ma anche iniziare a spegnere l’infiammazione, cercare la disintossicazione.

In più così si potrà ottenere anche il pieno riconoscimento dei militari deceduti o gravemente ammalati come vittime del dovere, con il conseguente accesso ai benefici previdenziali, assistenziali e risarcitori previsti dalla legge. In numerosi casi, l’Osservatorio ha già ottenuto importanti risultati giudiziari e amministrativi, restituendo dignità e giustizia alle famiglie colpite, spesso costrette per anni a confrontarsi con dinieghi e silenzi istituzionali.

Le prossime azioni dell’Avv. Ezio Bonanni e del Dott. Pasquale Montilla

Alla luce delle evidenze scientifiche emerse, l’ONA e l’Osservatorio Vittime del Dovere ribadiscono la necessità di istruttorie complete, fondate sul principio di precauzione sanitaria e sulla tutela del diritto alla prova.

Le due Associazioni sollecitano l’adozione di protocolli rigorosi per l’assistenza di tutti i militari e dei civili. Infatti, le missioni nei Balcani, come pure quelle in Libano e nel Golfo e negli altri luoghi sperduti per il mondo hanno coinvolto un gran numero di appartenenti all’Esercito, alla Marina e all’Aeronautica e dipendenti civili. Non hanno risparmiato i Carabinieri.

Per questo motivo, questi nostri uomini e donne impegnati debbono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria ed eventualmente a terapie se necessario. In caso di infermità che siano eziologicamente connesse al servizio, è necessario in caso di decesso svolgere anche accertamenti post-mortem.

Questi debbono essere aggiunti alla sorveglianza sanitaria dei militari esposti. L’associazione ONA continuerà a promuovere ogni iniziativa utile affinché la verità scientifica non venga sacrificata e affinché le vittime e i loro familiari ottengano finalmente giustizia.

Le attività operative di ONA in tutto il territorio nazionale

Le sedi ONA, nel territorio nazionale, sono impegnate sul territorio, con assistenza continua, anche grazie all’impegno infaticabile del Dott. Pasquale Montilla e dell’Avv. Ezio Bonanni. Per la prevenzione primaria e la tutela anche del personale civile e militare del comparto sicurezza. Un ulteriore ed importante impegno è quello dello studio sul SIN di Crotone.

Sono emersi significativi risultati scientifici dallo studio ONA condotto dal Dott. Montilla che saranno resi pubblici in un prossimo evento scientifico di natura nazionale che si terrà a Catanzaro. Proprio dall’esperienza maturata sul campo, in relazione alle contaminazioni dei nostri uomini impegnati nel Balcani, ne è derivata l’applicazione per i cittadini che abitano in prossimità del SIN di Crotone.

L’impegno dell’ONA è di natura sociale e non rivendicativa. E’ finalizzato alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente. La città di Crotone fa rilevare un numero elevato di patologie asbesto correlate, e ciò ha lanciato il campanello di allarme che si è tradotto in questo studio a fronte del quale verranno prospettati dei modelli anche terapeutici, in piena collaborazione con il sistema sanitario nazionale che rimane il punto di riferimento fondamentale per ONA.

Non solo un impegno per vincere il killer amianto ma soprattutto per la tutela della salute. Proprio tra i militari è alta l’incidenza dei casi di mesotelioma e di tutte le altre patologie asbesto correlate, per cui è rilevante anche la tutela legale. Per conseguire questi risultati è stato costituito il Dipartimento ONA di prevenzione oncologica  per le vittime del dovere il cui riconoscimento è esteso anche al personale civile. Per la tutela dei cittadini e lavoratori è sufficiente contattare telefonicamente il numero verde ONA gratuito 800 034 294, oppure scrivere direttamente attraverso il sito ONA.

 

Fonte: Osservatorio Nazionale Amianto

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