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Decreto Sostegni bis: seconda tranche e domanda contributo integrativo

L'erogazione "automatica" della seconda tranche di pari importo a quella già richiesta e ottenuta con il primo Decreto Sostegni arriverà a partire dal 16 giugno. Dal 23 giugno sarà possibile richiedere il Contributo integrativo che sarà calcolato in base alla perdita media mensile registrata tra aprile 2020 e marzo 2021 rispetto ai 12 mesi precedenti.

Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione alla Commissione Bilancio alla Camera il 7 giugno, ha anticipato che le prime erogazioni dei contributi a fondo perduto arriveranno a partire dal 16 giugno. I pagamenti verranno gestiti, come di consueto, dall’Agenzia delle Entrate. Si tratta del fondo perduto erogato in automatico, destinato quindi alle partite Iva che hanno già ottenuto il primo finanziamento a valere sul primo Decreto Sostegni.

Quindi per le partite Iva e per i professionisti che hanno già ottenuto il contributo a fondo perduto previsto dal primo Decreto Sostegni non è necessario presentare una nuova domanda per la seconda tranche. Il bonifico arriverà direttamente sul proprio conto corrente già indicato nella precedente domanda. 

Mentre dal 23 giugno 2021, stando a quanto indicato dal Ministro Franco, sarà possibile fare domanda per richiedere il Contributo integrativo che sarà calcolato in base alla perdita media mensile registrata tra aprile 2020 e marzo 2021 rispetto ai 12 mesi precedenti. I pagamenti dovrebbero partire da inizio luglio.

Nel Decreto Sostegni bis, alias Decreto Imprese, lavoro e professioni, vengono stanziati 8 miliardi di euro da destinare alle imprese e titolari di partita IVA sotto forma di contributi per "ristorare, seppur parzialmente" le imprese danneggiate dal Covid. 

Cosa prevede il Decreto Sostegni bis per coloro che hanno già richiesto e ottenuto il contributo a valere sul primo Decreto Sostegni?

  • 1) Seconda tranche contributo automatico
    • Chi ha già chiesto e ottenuto il contributo previsto dal primo Decreto Sostegni riceverà in maniera automatica lo stesso importo e sarà erogato nelle stesse modalità del primo contributo (bonifico o credito d’imposta). Non è pertanto necessario presentare un’ulteriore istanza all’Agenzia delle Entrate.
  • 2) Contributo alternativo
    • Chi ha già ricevuto i contributi del primo Decreto Sostegni riceverà in maniera automatica lo stesso importo ma potrà presentare domanda per ottenere un conguaglio derivante dall'applicazione del nuovo parametro. Il calcolo del contributo alternativo spettante si effettua applicando le stesse percentuali del primo Decreto Sostegni alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020
    • Nel caso in cui la somma già incassata sia superiore a quella richiesta con la nuova domanda, non si procede al conguaglio a sfavore del contribuente.
    • La modalità di richiesta del contributo a fondo perduto alternativo andrà presentata secondo modalità e termini stabiliti con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
  • 3) Contributo aggiuntivo su calo utile
    • Il Decreto Sostegni bis riconosce un ulteriore contributo a fondo perduto a condizione che vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019.
    • Tale contributo aggiuntivo sommato a quelli ricevuti con il Decreto Sostegni e Sostegni bis non potrà essere superiore a 150mila euro.
    • La domanda dovrà essere presentata in base alle modalità individuate con apposito provvedimento dall’Agenzia delle Entrate. 
    • L’istanza per il riconoscimento del contributo potrà essere trasmessa solo se la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 è presentata entro il 10 settembre 2021.

Cosa prevede il Decreto Sostegni bis per coloro che NON hanno richiesto il contributo a valere sul primo Decreto Sostegni?

  • 1) Richiedere entro il 28 maggio il contributo applicando le aliquote previste dal primo Decreto Sostegni. Tale domanda consentirà di ricevere la seconda tranche di pari importo in maniera automatica.
  • 2) Fare domanda (i termini saranno definiti con apposito provvedimento dell'Agenzia delle Entrate) per richiedere il contributo alternativo riparametrato al periodo primo aprile 2020 – 31 marzo 2021, applicando alla perdita di fatturato media mensile le nuove aliquote, più convenienti, ovvero:
    • 90% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100mila euro;
    • 70% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100mila euro e fino a 400mila euro;
    • 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro;
    • 40% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
    • 30% per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 7 superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Per tutti i soggetti, l’importo del contributo alternativo non può essere superiore a 150mila euro e non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

 

Di seguito sono riportate le indicazioni relative ai soggetti beneficiari, alle attività economica che riceveranno il ristoro e il coefficente per calcolare l'entità del contributo del Decreto Sostegni:  

Contributo art. 1 del Decreto Sostegni che potrà essere richiesto sino al 28 maggio 2021

Novità

L'art. 1 del Decreto Sostegni disciplina le modalità di accesso al "Contributo a fondo perduto per l’anno 2021" e ricalca sostanzialmente quella contenuta nel Decreto Rilancio per l’ottenimento del primo contributo a fondo perduto per l’anno 2020 apportando alcune novità:

  • ampliato il volume del fatturato dei soggetti ammessi alla richiesta di contributo, che viene innalzata da 5 a 10milioni di euro, e, la conseguente rimodulazione delle percentuali applicabili che decrescono con l’incremento dei ricavi e corrispettivi
  • la base per il calcolo dell’indennizzo è data dal calo di fatturato medio mensile del 2020 rispetto all’anno 2019 pari almeno al 30%. A questa base si applicano cinque aliquote diverse (e non le quattro precedentemente ipotizzate) variabili dal 20 al 60% a seconda dell’ammontare del fatturato dichiarato. Tale paramentro non dovrà essere considerato per le attività avviate dal 1° gennaio 2019 o per le startup, ossia per le partite IVA attive dal 1° gennaio 2020.

I contributi saranno accreditati direttamente sul conto corrente indicato dai contribuenti nella domanda oppure l'importo riconosciuto potrà essere utilizzato in compensazione

Soggetto beneficiario e requisiti di ammissibilità soggettivi

Potranno fruire del contributo i soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, titolari di partita IVA, colpiti dalla emergenza epidemiologica, che:

  • svolgono attività d’impresa
  • arte o professione
  • o producono reddito agrario

Requisiti di ammissibilità oggettivi

Potranno fruire del contributo i soggetti "esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA:

  • che hanno accertato una perdita di volume d’affari nel 2020 è stata pari almeno al 30% rispetto al 2019
  • il cui l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi sia pari o inferiore ai 10 milioni 

Il contributo spetta anche in assenza del suddetto requisito del calo di fatturato/corrispettivi ai soggetti:

  • che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 o per le startup, ossia per le partite IVA attive dal 1° gennaio 2020

Soggetti esclusi

Non possono richiedere il contributo:

  • la cui attività non supera il limite di 10 milioni di fatturato;
  • ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo il 23 marzo 2021. Tale esclusione non opera per l’erede che ha aperto una partita IVA successivamente a tale data per proseguire l’attività del de cuius, titolare di partita IVA prima di tale data; 
  • la cui attività risulti è cessata alla data del 23 marzo 2021;
  • gli enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR; 
  • ai soggetti di cui all’articolo 162-bis del TUIR.

Requisiti di ammissibilità

I contributi sono riconosciuti a soggetti "esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA" il cui l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi (30%) dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Il contributo spetta anche in assenza del suddetto requisito del calo di fatturato/corrispettivi ai soggetti:

  • che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 o per le startup, ossia per le partite IVA attive dal 1° gennaio 2020
Calcolo e misura del contributo

Per calcolare l’importo del contributo spettante a esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, attivi ante 2019, sarà necessario:

  • 1) Constatare la perdita di volume d’affari nel 2020 pari almeno al 30% rispetto al 2019
  • 2) Sommare la perdita media mensile subita nel 2020 rispetto al 2019
  • 4) Suddividere importo complessivo della perdita subita nel 2020 per i 12 mesi dell'anno
  • 5) Sull'importo determinato dalla variazione dell’intero anno applicare le percentuali previste:
    • 60% della perdita media mensile per fatturati inferiori a 100.000 euro
    • 50% per fatturati fra 100.000 e 400.000 euro
    • 40% per fatturati fra 400.000 e 1 milione di euro
    • 30% per fatturati fra 1 e 5 milioni di euro
    • 20% per fatturati fra 5 e 10 milioni di euro

Per calcolare l’importo del contributo spettante a esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, attive dal 1° gennaio 2019:

  • dovranno considerare i mesi successivi a quello di attivazione della stessa.

Per calcolare l’importo del contributo spettante a esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario attive dal 1° gennaio 2020:

  • l’importo riconosciuto ammonta a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi. 

In ogni caso, l’importo massimo spettante non può superare i € 150.000.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR e non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP. 

Esempi di calcolo del contributo spettante

 

Soggetto richiedente Fatturato 2019 Fatturato 2020 Perdita media mensile 2020  Importo del contributo spettante
Titolare Partita IVA che rientra nello scaglione "fatturato inferiore a 100.000 euro" a cui si applica il coefficiente pari al 60% 50 mila euro 20 mila euro 30 mila euro diviso 12= 2.500,00 su 2.500,00 si calcola il 60% e pertanto il contributo sarà pari a: 1.500,00
Impresa che rientra nello scaglione "fatturato fra 400.000 e 1 milione di euro" a cui si applica il coefficiente pari al 40%

1 milione di euro 500 mila euro 500 mila euro diviso 12= 41.666,67 su 41.666,67 si calcola il 40% e pertanto il contributo sarà pari a: 16.666,67

 

Modalità di fruizione del contributo 

La domanda potrà essere presentata via web, tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate a partire da oggi 30 marzo 2021 e fino al prossimo 28 maggio 2021. L’istanza può essere presentata anche da un intermediario per conto del soggetto interessato. 

In alternativa su scelta irrevocabile del soggetto beneficiario, il contributo a fondo perduto potrà essere riconosciuto nella sua totalità sotto forma di credito di imposta da utilizzare in compensazione con F24.

Una volta presentata la domanda, in caso di:

  • esito positivo successivo alle ordinarie verifiche, il sistema dell’Agenzia delle Entrate comunicherà l’avvenuto mandato di pagamento del contributo o il riconoscimento come credito d’imposta. La consultazione dell’esito potrà essere fatta nell’apposita area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, accessibile al soggetto richiedente o al suo intermediario delegato.
  • esito di sospensione successivo alle ordinarie verifiche, il sistema dell’Agenzia delle Entrate indica la motivazione
    • le cause di sospensione della istanza possono derivare da verifiche effettuate:
      • sulle dichiarazioni dei redditi 2020 per il 2019 (es. assenza di dichiarazione, dichiarazione con ammontare di ricavi o compensi superiore a quello inserito nell’istanza ecc.) 
      • sulle Comunicazioni di Liquidazione Periodica Iva
      • sulle dichiarazioni Iva riferite agli anni 2019 e 2020 
      • sui dati acquisiti dall’Agenzia delle entrate mediante i processi di fatturazione elettronica e dei corrispettivi telematici (es. ammontare medio mensile delle operazioni attive dichiarati inferiori a quelli riportati in istanza). 
    • cosa fare
      • se il richiedente si accorge di aver presentato un’istanza per un contributo non spettante, può trasmettere in ogni momento, anche oltre il 28 maggio 2021, un’istanza di rinuncia totale al contributo
      • se il richiedente si accorge:
        • di aver indicato dati errati nell’istanza potrà procedere ad inviare una nuova istanza con dati corretti entro il 28 maggio 2021
        • se invece ad essere errati sono gli adempimenti dichiarativi si dovrà procedere a regolarizzare la propria posizione fiscale prima di inviare nuovamente l'istanza entro il 28 maggio 2021

Attenzione:

  • non è possibile correggere una domanda presentata. Per sanare gli errori è possibile inviare una domanda sostitutiva. Tale domanda potrà essere inviata solo nel caso in cui, nella sezione dell’area «Contributo a fondo perduto – Consultazione esito» del portale «Fatture e corrispettivi», è presente la dicitura riferita alla domanda «in lavorazione» o «sospesa».

Normativa di prassi

  • Con Risoluzione 12 aprile 2021, n. 24/E l’Agenzia delle Entrate ha approvato il codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del contributo a fondo perduto introdotto dal Decreto Sostegni a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalle conseguenze economiche dell’emergenza epidemiologica "Covid-19". Con stesso provvedimento l’Agenzia istituisce i codici tributo per permettere la restituzione del contributo ricevuto tramite bonifico oppure utilizzato in compensazione, nel caso in cui questo sia risultato in tutto o parzialmente non spettante.
    • Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del contributo a fondo perduto, nei casi in cui il contribuente abbia scelto tale modalità di fruizione, è istituito il codice tributo “6941” (“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – credito d’imposta da utilizzare in compensazione - art. 1 DL n. 41 del 2021”).
    • Con stesso provvedimento l’Agenzia istituisce anche tre codici tributo per consentire la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto non spettante, erogato mediante accredito su conto corrente o utilizzato in compensazione, nonché il versamento dei relativi interessi e sanzioni, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE).
  • Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 82454 del 29 marzo 2021 vengono aggiornate istruzioni e modello
    • La modifica si è resa necessaria al fine di evitare equivoci e interpretare correttamente le modalità di determinazione del valore del contributo a fondo perduto per i soggetti “start up”, che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.
    • Ai fini, poi, della quantificazione del contributo, per detti soggetti la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.
    • E' quindi necessario prestare attenzione al fatto che il fatturato del mese di attivazione della partita Iva non assume rilievo ai fini del calcolo (come pare corretto ritenere nell’ambito del calcolo di una media).
  • Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 77923 del 23 marzo 2021 vengono approvate istruzioni e modello.

 

Fonte: Risoluzione 12 aprile 2021, n. 24/E, Provvedimento del 29 marzo 2021, Provvedimento del 23 marzo 2021, D.L. 22 marzo 2021, n. 41, Provvedimento del 23 marzo 2021

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